I folletti di Robert Louis Stevenson


Una tecnica per affidare all’immaginazione la realizzazione dei propri obiettivi

I miei folletti che dio li benedica! Fanno la metà del mio lavoro non solo quando dormo profondamente, ma anche quando sono desto e suppongo di essere io a farlo; da tanto tempo desideravo scrivere un libro che trattasse della duplice vita di uno stesso uomo. Per due giorni mi sono rotto il capo cercando una storia che facesse al caso, nel corso della seconda notte ho sognato la scena del dottor Jekyll e del signor Hyde alla finestra e subito dopo ho sognato la scena in cui Hyde inseguito prende la polverina e assume un altro aspetto proprio sotto gli occhi del suo inseguitore.

Citazione attribuita a Robert Louis Stevenson

Avete capito bene. Robert Louis Stevenson escogitò la storia del dottor Jekill e del signor Hyde affidando ai suoi folletti immaginari il compito di trovare una trama per lui.

Era il 1885 e Stevenson viveva con la moglie e il figliastro a Bournemouth, una località a circa 150 chilometri da Londra. Da due giorni Stevenson cercava insistemente una trama relativa alla duplice vita di uno stesso uomo, ma con scarsi risultati. E fu così che grazie ad un fortissimo intento e al lavoro dei suoi folletti immaginari, Stevenson fu in grado di vedere in sogno la storia del dottor Jekyll e del signor Hyde…

Che meraviglia!

Questa testimonianza ci offre una lezione importantissima. Quando non siamo in grado di risolvere un problema, accanirsi e sforzarsi non serve. A questo proposito, un famosissimo (e a dire il vero anche un po’ inflazionato) aforisma attribuito ad Albert Einstein recita: non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo. Quando la mente non ne vuole sapere di trovare una soluzione ai nostri grattacapi, occorre fare un bagno di umiltà e affidarsi ad un altro tipo di pensiero.

I folletti immaginari, ad esempio, rappresentano delle energie primordiali, ancestrali, concrete, che agiscono al di sotto della nostra identità. Richiamati dalla nostra immaginazione, i folletti sono in grado di realizzare i nostri obiettivi per noi. E rivolgersi a loro significa attivare una forza di volontà naturale e spontanea.

Ecco una serie di istruzioni per affidare ai propri folletti immaginari la realizzazione di un obiettivo…

folletti di stevenson

La tecnica dei folletti di Stevenson

Per prima cosa dovete munirvi dell’occorrente: un forte intento, un momento di calma, un pizzico di ispirazione e tanta immaginazione. In un secondo momento cercate di liberarvi da qualunque aspettativa.

Evocate dunque l’immagine dei vostri folletti ed esprimete loro la vostra richiesta. Il vostro intento deve essere chiaro e preciso. Potete chiedere ai vostri folletti di offrirvi una risposta in merito a un dubbio che avete, oppure di aiutarvi nell’ottenimento di un dato risultato in amore, al lavoro o nella vostra vita sociale. Analogamente potete affidare ai vostri folletti la realizzazione di un vostro desiderio.

Potete rivolgervi ai vostri folletti in qualunque circostanza: prima di addormentarvi, mentre camminate per strada, quando siete sovrappensiero. Parlate ai vostri folletti con gentilezza, ma decisione allo stesso tempo: “Risolvete questo problema per me”. Rivolgetevi a loro come se fossero dei vostri sottoposti.

A questo punto fatevi da parte. Serve estraneità, disinteresse. Dimenticate la vostra richiesta oppure conservatela in qualche angolo della vostra memoria senza badarci troppo. A tempo debito la soluzione arriverà.

Leggi anche: Pensiero laterale: istruzioni per l’uso

 

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