Il Mullah Nasreddin e i peperoncini rossi


Quando a separarci dalla realizzazione dei nostri obiettivi sarebbero dei peperoncini rossi

Via, siate sinceri. Quanti dei vostri sogni giacciono impolverati dentro un cassetto? E quanti dei vostri intenti si sono infranti crudelmente contro i muri eretti dalla vita, dalle circostanze, dagli altri, da voi stessi? Una certa mentalità fatalista vorrebbe che sia tutta colpa del destino, che se qualcosa è andato storto è perché non poteva andare altrimenti. La verità è che spesso noi ci mettiamo del nostro. E il primo indiziato sono proprio le nostre remore, il nostro senso di inadeguatezza.

A questo riguardo, oggi voglio raccontarvi una simpaticissima parabola persiana. Si tratta di una storiella attribuita al Mullah Nasreddin, una figura fiabesca della cultura persiana e mediorientale. Il finale di questa storiella vi rivelerà una fantastica sorpresa. E se tutto va bene, da qui in avanti imparerete ad assumervi la responsabilità delle vostre scelte.

Facciamo largo al Mullah Nasreddin!

Il Mullah Nasreddin e i peperoncini rossi

Nella Persia del XIII secolo viveva il Mullah Nasreddin, un saggio sufi che godeva del rispetto e dell’ammirazione di tutti.

Un giorno il Mullah Nasreddin decise di fare un giro per il mercato del paese. Mentre passeggiava tra le bancarelle del mercato, il Mullah Nasreddin scorse dei bellissimi frutti rossi.

Attratto dalla forma e dal colore di quei frutti, si diresse verso la bancarella e chiese al fruttivendolo: “Quanto costano questi bei frutti rossi?”

Il fruttivendolo rispose: “5 soldi al chilo”. “Molto bene” rispose il Mullah Nasreddin “Me ne dia un chilo!”

Contento del proprio acquisto, il Mullah Nasreddin si appartò in un luogo tranquillo dove poter gustare i suoi bellissimi frutti rossi. E fu così che si sedette comodo e cominciò a mangiare.

Non appena ne mise in bocca uno il Mullah Nasreddin si accorse che i suoi frutti erano senz’altro belli, ma anche terribilmente piccanti.

Nonostante la terribile piccantezza dei suoi frutti, il Mullah Nasreddin non si perse d’animo e continuò a mangiare. Dopo tutto i suoi frutti gli erano costato ben 5 soldi!

Il Mullah Nasreddin tuttavia non aveva fatto bene i conti con questo inconveniente. Dopo aver mangiato un paio di frutti, aveva gli occhi gonfi di lacrime e la bocca letteralmente in fiamme.

Alcuni minuti più tardi, un tale che per caso passava di lì scorse il Mullah Nasreddin ansimante e dolorante.

Avvicinatosi al Mullah Nasreddin, il tale gli chiese: “Mullah Nasreddin, perché piangi?”

Il Mullah Nasreddin rispose: “Ma come? Non lo vedi? Questi frutti rossi sono terribilmente piccanti!”

“Certo che sono piccanti! Sono peperoncini rossi! Ma soprattutto, perché continui a mangiarli?”

Il Mullah Nasreddin replicò: “Li mangio perché li ho pagati. Se non li avessi pagati, non li mangerei.”

E dopo aver tirato su con il naso ribadì: “Io sto mangiando i 5 soldi che questi maledetti frutti mi sono costati!”

Piaciuta la storiella?

mullah nasreddin peperoncini rossi

I peperoncini rossi e l’autorealizzazione

Se voi apparteneste al mondo, il mondo vi amerebbe come suoi. Invece voi non appartenete al mondo, perché io vi ho scelti e vi ho strappati al potere del mondo.

Giovanni 15:19

E adesso provate a domandarvi: “Quali sono i miei peperoncini quotidiani? Non è che forse anch’io, come il Mullah Nasreddin, sto mangiando dei peperoncini piccantissimi? E non è che per caso li mangio perché avendoli pagati, qualcosa dentro di me mi impedisce di rinunciarvi?”

Troppo spesso capita di imbattersi in persone scontente della loro vita, del loro lavoro, dei loro studi, della loro vita di coppia. E ancora più spesso capita di sentire che tali persone sono bloccate nella loro palude esistenziale perché hanno il timore di ferire i sentimenti altrui. Chiaramente non sempre è così e occorre fare dei distinguo. Soprattutto bisogna evitare di passare da un estremo all’altro: io dopo aver letto questa parabola fui per esempio in grado di cambiare tre professioni in un anno. D’altra parte, laddove ci sono delle responsabilità personali è bene intervenire. Magari cominciando con un piccolo esamino di coscienza.

Ora, i peperoncini rossi sono evidentemente una metafora di tutto ciò che nella vita viene fatto contro la propria volontà e per assecondare il volere degli altri. Porsi il problema dei propri peperoncini quotidiani significa riflettere sul fatto che a volte, per realizzare i propri propositi, bisogna saper rinunciare a quello che altri hanno deciso essere giusto per noi. E chi sono questi altri? La società, gli amici, la famiglia, i colleghi. In una parola il mondo.

Intraprendere un percorso di autorealizzazione implica spesso la necessità di uscire fuori dal mondo. E si esce fuori dal mondo non per abbandonarlo, ma per porsi in una posizione più elevata rispetto ad esso. Ecco che a questo riguardo, la simpatica parabola del Mullah Nasreddin e dei perperoncini rossi può rivelarsi un ottimo strumento di crescita personale.

Fonte: Un racconto iniziatico del Mullah Nassr Eddin

 

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