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Il manifesto del Grimorio di Lorenzo


Per un attimo mi sono improvvisato poeta. E al mio fianco ho immaginato una congrega di scrittori esaltati e visionari. Ecco che il mio io si è trasformato in un noi e nella mia mente ha preso forma un circolo letterario… Adesso mi trovo in un salotto. Un tizio al mio fianco sbraita qualcosa a proposito della quinta dimensione. Un altro replica che parlare di quinta dimensione è démodé, dal momento che di dimensioni ne esistono almeno 26. Un altro ancora sostiene con fermezza che ciascuno dei presenti debba dare vita a una nuova forma di linguaggio personale. Poco oltre due intellettuali dibattono sul significato del Diluvio universale… La discussione adesso si fa animata. I letterati si confrontano allo spasimo, senza sosta, senza tregua. Loro sanno di essere qui per assolvere a un compito ben preciso: elevare l’uomo al rango di creatura celeste… Bisogna dare forma a questa immagine: serve un manifesto. Nel frattempo una vocina interiore mi suggerisce che tutto ciò è una perdita di tempo, un inutile delirio… Ma che importa: tanto è un gioco! 

Il Manifesto del Grimorio di Lorenzo

Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!… Perché dovremmo guardarci alle spalle, se
vogliamo sfondare le misteriose porte dell’Impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell’assoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente.

Filippo Tommaso Marinetti

1. Il Grimorio di Lorenzo è un laboratorio di idee, un deposito di intuizioni, un cantiere aperto in costante evoluzione. Il Grimorio di Lorenzo è come la leggendaria Torre di Babele, che non potrà dirsi terminato fintantoché non avrà toccato il cielo.

2. Noi non temiamo il paradosso e diciamo ciò che proviamo e pensiamo oggi a condizione di potere, domani, contraddirlo.

3. Noi vogliamo inneggiare al polimata, all’uomo universale, al ricercatore visionario, all’uomo che ha fatto dell’eclettismo una filosofia di vita.

4. L’essere umano è un creatore. Nel potenziale creativo dell’uomo si cela il significato dei versetti biblici: «Dio disse: facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza… e Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò» (Gen. 1:26-27)

5. L’uomo tende a ripetere il mito di Medusa e impietra tutto ciò che lo circonda, obbligando il circostante negli spazi angusti dell’etichetta, del giudizio, della parola.

Il manifesto del Grimorio di Lorenzo

6. La realtà da parte sua è come una sostanza duttile, su cui l’uomo è chiamato a lasciare un’impronta indelebile.

7. La parola che de-finisce, la parola che de-limita, costituisce un ostacolo alla conoscenza. La parola poetica, evocatrice di immagini, conduce direttamente alle porte dell’assoluto.

8. Il segreto della conoscenza si cela nella fluidità esserica. Quando si trova in questo opportuno stato dell’essere, l’uomo può attingere a piene mani al suo potere personale.

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9. Ogni uomo è chiamato a creare la propria lingua. Dopo aver decapitato la propria Medusa interiore, l’uomo deve usarne la testa per impietrare in neologismi le sue intuizioni e le sue scoperte.

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10. Noi celebriamo l’intelligenza, l’audacia, la curiosità. L’immaginazione, la coscienza e il mistero saranno elementi essenziali della nostra ricerca.

 

Lorenzo Rottino