L’Io che pone le domande scomode


Come farsi strada tra la nebbia mentale

Il Grimorio di Lorenzo si arricchisce oggi di un nuovo potente incantesimo. L’ho chiamato L’io che pone le domande scomode, e consiste in una favolosa tecnica per allargare la consapevolezza e rimuovere i propri blocchi mentali. Vediamo di che si tratta.

Più volte abbiamo evidenziato la necessità di porre a se stessi le domande giuste, dal momento che ciò significa creare le premesse per una reale e concreta espansione della coscienza. Cosa non vedono i miei occhi? Di cosa non mi sto rendendo conto? Rispetto a che cosa la mia mente ha smesso di essere ricettiva? Che cosa voglio io? Ecco, questi sono solo alcuni esempi di domande che sarebbe opportuno porre a se stessi per iniziare a rendersi conto di ciò che potrebbe mancare nella propria esistenza.

La tecnica dell’Io che pone le domande scomode consiste nello scindere la propria personalità in due componenti: una parte di sé che pone delle domande (possibilmente scomode, ma pertinenti) e un’altra parte di sé che risponde a tali domande in tutta sincerità. Si tratta di una sorta di gioco della verità, in cui le due parti della nostra personalità si sforzano di far emergere alla luce della consapevolezza esigenze nascoste o non riconosciute.

Proviamo a fare un esempio…

Io che pone le domande scomode: C’è qualcosa che ti turba, caro amico, di che si tratta?

Io che fa introspezione: A dire il vero non c’è niente che mi turba nello specifico. Avverto una leggera sensazione di ansia, ma non so esattamente a cosa sia dovuta.

Io che pone le domande scomode: E del resto questo non è nemmeno rilevante. Vedo però che ti stai un po’ frenando, o sbaglio?

Io che fa introspezione: Beh, ci sono tante cose che vorrei fare e che non faccio per motivi che mi sono ancora del tutto ignoti.

Io che pone le domande scomode: Per esempio?

Io che fa introspezione: Non saprei, forse possiamo cominciare dalla sfera sentimentale.

Io che fa le domande scomode: Si, cominciamo pure da qui.

Io che fa introspezione: In effetti, non ho ancora ammesso a me stesso che quella ragazza che vedo tutte le mattine alla fermata della metro mi piace molto. Vorrei tanto parlarle. E’ che sono timido, non saprei da che parte iniziare…

Alcune raccomandazioni

Come avrete intuito, questo flusso di coscienza può continuare all’infinito. E può riguardare i diversi aspetti della nostra vita e della nostra personalità: un amore, il lavoro, un’opportunità, il nostro rapporto con una persona.

Quando si esegue questo esercizio di consapevolezza, si raccomanda tuttavia di prendere alcuni accorgimenti. Prima di tutto si consiglia di eseguirlo la notte, prima di addormentarsi: questo perché il sonno impedirebbe al nostro dialogo interiore di trasformarsi in un estenuante flusso di coscienza. Inoltre, quando ci si pone le domande è necessario essere estremamente delicati e comprensivi con se stessi. Procedere dunque un passo alla volta, soffermandosi con gentilezza sui punti critici, eliminando il giudizio e focalizzandosi sulla semplice presa di coscienza. Ed è così che saremo in grado di fare delle bellissime scoperte!

Leggi anche: Esercizi di consapevolezza

 

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