Intuizioni sulla natura del pensiero


Appunti sulla relazione tra pensiero ed energia

Nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu

Il pensiero è davvero energia e questo non è uno slogan.

Ciò vuole forse significare che siamo realmente in grado di spostare gli oggetti con la forza del pensiero? In realtà non mi riferisco a questo quando affermo che il pensiero è energia; personalmente non ho mai avuto modo di verificare se la psicocinesi sia possibile. Quel che voglio dire è che il pensiero è concretamente in grado di plasmare la nostra realtà circostante. E in questo senso particolare il pensiero è un’entità energetica, effettivamente capace di far compiere un lavoro al nostro corpo fisico.

Un’idea entusiasmente può ad esempio spingermi a creare qualcosa, a dipingere un quadro, a scrivere una poesia. Un’emozione spiacevole può indurmi ad avere determinate reazioni, magari impulsive. Un sentimento di simpatia può portarmi a stabilire un rapporto di amicizia con un’altra persona. Una necessità impellente può invece spingermi a prendere un determinato oggetto e spostarlo dalla sua attuale posizione.

Questo assunto, che ad un primo sguardo può sembrare ovvio, scontato, banale, è in realtà gravido di conseguenze. Proviamo a spingerci oltre.

La creazione della realtà

Mi resi intimamente conto della natura energetica della psiche qualche anno fa, in un momento di profonda introspezione. Stavo vivendo un periodo particolarmente fortunato, segnato da continue discese (metaforiche) agli inferi, quando una notte, prima di addormentarmi, il mio sguardo si perse nella contemplazione di un tavolino di legno…

A volte mi capita di intuire le immense possibilità e le molteplici prospettive che si celano dietro ogni cosa. Si tratta di brevissimi istanti in cui, come per magia, il velo di Maya sembra scomparire, lasciando che gli oggetti, le cose, le persone, i pensieri e le impressioni parlino di sé.

Guardando un oggetto banalissimo, come un tavolino di legno ad esempio, si possono intuire e intravedere le molteplicità di impressioni che esso produce in ogni persona che lo guarda, le mani e i pensieri che lo hanno creato, le vite di chi lo ha ammirato, l’albero da cui proviene il legno di cui è costituito.

A questa intuizione se ne lega indissolubilmente un’altra, sulla quale ho avuto modo di riflettere a lungo. Questa intuizione può essere formulata grosso modo così: le impressioni, i pensieri, le percezioni, le sensazioni, le emozioni, i sentimenti e tutta quella gamma di espressioni e manifestazioni della psiche che non hanno alcunchè di materico, producono energia.

E la producono concretamente, quest’energia. Per definizione l’energia e la capacità che ha un corpo di compiere un lavoro. In questo senso, non parliamo di energia nel senso fisico del termine, ma in un senso ad essa molto affine. L’energia che è espressione dei miei pensieri è realmente in grado di far compiere un lavoro al mio corpo o a quello del mio prossimo.

Un’idea entusiasmente può spingermi a creare qualcosa, a dipingere un quadro, a scrivere una poesia. Un’emozione spiacevole può indurmi ad avere determinate reazioni, magari impulsive. Un sentimento di simpatia può portarmi a stabilire un rapporto di amicizia con un’altra persona. Una necessità impellente può invece spingermi a prendere un determinato oggetto e spostarlo dalla sua attuale posizione.

Ecco che il mio pensiero in tutti questi casi si è tradotto concretamente in energia, come lo spostamento dell’oggetto dalla posizione in cui si trovava. Si tratta di un’azione concreta che ha avuto origine da un’entità non materica: il pensiero, appunto, e la mia intenzione.

Tutto ciò ad un primo sguardo può sembrare ovvio, banale, scontato, ma è in realtà gravido di conseguenze. La prima naturale conseguenza di questo stato di cose è che il pensiero sia un’entità da maneggiare con cura.

La seconda importante conseguenza della natura energetica della psiche è che occorre impadronirsi del proprio pensiero. Si tratta di divenire consapevoli del fatto che ogni minuscolo moto del proprio pensiero è concretamente in grado di modificare il tessuto della realtà spazio-temporale che ci circonda. E quando questa intuizione sia stata fatta propria, esplorata ed assorbita nella propria coscienza, allora si potrà dire di aver scoperto la natura di una delle più grandi facoltà dell’essere umano: la volontà.

Venezia, 12 gennaio 2014

Lorenzo Rottino

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