Dialogo dell’Io desideroso di conoscenza e dell’Io saggio sull’esistenza del destino


E’ notte, sono circa le tre ed io non riesco a prendere sonno. Tra me e me si produce un interessantissimo flusso di coscienza che riguarda il destino e le sue manifestazioni. Lo riporto per intero qui di seguito, chiamando le due parti del mio dialogo interiore Io desideroso di conoscenza ed Io saggio.

Dialogo dell’Io desideroso di conoscenza e dell’Io saggio sull’esistenza del destino

IO DESIDEROSO DI CONOSCENZA: Gentile Io saggio, vorrei porti una domanda: tu credi nel destino?

IO SAGGIO: Il destino? Intendi dire la necessità, la predestinazione, quella serie di eventi inevitabili e predeterminati che realizzano la vita di tutti noi? Se è a questo che ti riferisci, devo ammettere che l’idea di destino non mi è mai piaciuta. E poi non ho alcuna prova della sua esistenza.

IO DESIDEROSO DI CONOSCENZA: Ma tu ci credi, nel destino? Intendo dire: hai fede nella sua esistenza?

IO SAGGIO: No, Io desideroso di conoscenza, deve esserci un malinteso. La fede in questi casi non serve un granché. La fede nell’esistenza del destino sarebbe un ulteriore condizionamento nella foltissima schiera di convinzioni e credenze che già governano la tua vita.

La fede nel destino rischierebbe di insinuare nella tua mente l’idea che qualunque sforzo sia inutile, dal momento che tutto è predeterminato prima ancora che la volontà eserciti la sua azione… “Io credo nel destino – sia detto per inciso: pur non avendo alcuna prova in proposito – pertanto qualsiasi iniziativa da parte mia è assolutamente inutile”. No, dammi retta, conserva la tua fede per cose più importanti.

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IO DESIDEROSO DI CONOSCENZA: Per esempio?

IO SAGGIO: Per esempio per dare forza e vigore ai tuoi desideri. Abbi fiducia nelle tue capacità, abbi fede nella realizzazione di ciò che desideri e avrai molto da guadagnare.

IO DESIDEROSO DI CONOSCENZA: Certo. La fede è senza dubbio un favoloso strumento di autorealizzazione. Cito a memoria Luca evangelista: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe» (Lc 17,6)

Torniamo al destino, però…

IO SAGGIO: Torniamo al destino… Dunque, io non credo nel destino. E poi, come ti spiegavo, trovo che si tratti di un’idea disfunzionale. Ad ogni modo, a questo riguardo ho anche qualche certezza.

IO DESIDEROSO DI CONOSCENZA: Sentiamo.

IO SAGGIO: Esistono due fattori che agiscono sulla nostra esistenza coordinandosi, e dalla cui coordinazione scaturisce qualcosa di molto simile a quello che tu chiami destino.

IO DESIDEROSO DI CONOSCENZA: Vale a dire?

IO SAGGIO: Mi riferisco alla tua immagine primordiale e al principio di effetto-causa.

IO DESIDEROSO DI CONOSCENZA: Mh… Che cos’è la mia immagine primordiale e cosa vuol dire principio di effetto-causa?

IO SAGGIO: Procediamo con ordine. La tua immagine primordiale corrisponde grosso modo a ciò che lo psicologo James Hillman chiamava “ghianda”. La tua immagine primordiale è il tuo seme, quella sostanza eterea e misteriosa che esisteva ancora prima che tu nascessi e che in te determina gusti, personalità, propensioni, talenti, amori… Tu ne hai una ed essa ti crea secondo per secondo, ora per ora, giorno per giorno.

IO DESIDEROSO DI CONOSCENZA: E l’immagine primordiale è come l’anima?

IO SAGGIO: No, non esattamente. L’immagine primordiale è un po’ come il DNA. Essa da forma a ciò che sei, e di conseguenza può dare forma anche a ciò che ti accade. Ecco perché ha a che fare con il destino.

IO DESIDEROSO DI CONOSCENZA: Ma come fai ad essere certo della sua esistenza?

IO SAGGIO: Non ne sono certo. Per quanto ne so potrebbe anche trattarsi di un’astrazione. Il dato rilevante è che il concetto di immagine primordiale riflette in modo fedele molti aspetti della realtà interna dell’essere umano.

IO DESIDEROSO DI CONOSCENZA: Il che cosa vorrebbe significare? Vuoi forse dire che ciò che realmente conta è la capacità che questo concetto ha di descrivere la realtà?

IO SAGGIO: Proprio così.

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IO DESIDEROSO DI CONOSCENZA: Interessante. Cosa intendi dire invece con “principio di effetto-causa”?

IO SAGGIO: Intendo dire proprio questo: che spesso la causa delle cose è nel loro futuro piuttosto che nel loro passato.

Il tempo apparentemente si muove in avanti, verso il futuro, per cui io posso senz’altro guardarmi alle spalle e vedere il mio passato. E in questo senso il tempo è unidirezionale, e si muove esattamente come una freccia che viene scagliata in avanti da un arciere.

Tuttavia, in circostanze che ancora non mi sono del tutto chiare, qualcosa dentro di me può anche guardare avanti, oltre il presente, e vedere quali opportunità, pericoli, incontri mi aspettano nel futuro. Ed è così che lo scopo di una cosa può diventare la sua causa.

IO DESIDEROSO DI CONOSCENZA: Stai dunque dicendo che è possibile anticipare eventi futuri?

IO SAGGIO: Sì, esattamente. E tu hai fatto esperienza moltissime volte della facoltà di anticipare eventi futuri… Pensaci bene.

IO DESIDEROSO DI CONOSCENZA: Sì, devo ammettere che hai ragione. Quante volte in sogno mi è capitato di visualizzare eventi che poi sono realmente accaduti! E quante volte mi è capitato di provare sensazioni inusitate a fronte di qualcosa che sarebbe accaduto in seguito! Ho sempre cercato di convincermi che si trattasse di coincidenze o di semplice autosuggestione.

Dunque se qualcosa dentro di me riesce a vedere nel futuro, ciò significa che il tempo non è unidimensionale come lo si è sempre descritto?

IO SAGGIO: No, non direi. Io non ancora fatto esperienza di un tempo bidimensionale. Sarebbe bello però. Immagina: potremmo muoverci come vorremmo nel nostro presente, esattamente come un punto su un piano sarebbe in grado di muoversi sia verticalmente che orizzontalmente. Questo con il nostro tempo apparentemente non è possibile. Forse lo diventerà in futuro, se saremo in grado di sviluppare oltremisura le nostre facoltà cerebrali.

IO DESIDEROSO DI CONOSCENZA: E il futuro che forma ha? Anche il futuro è unidimensionale?

IO SAGGIO: No, il futuro non è unidimensionale. Il futuro è come un piano. O forse è come uno spazio, a tre dimensioni. A volte, in determinate circostanze, qualcosa dentro di noi riesce a intravedere quali futuri ci aspettano – un po’ come quando si scruta l’orizzonte – e può scegliere il futuro a noi più congeniale. Ed è così che agisce il principio di effetto-causa.

Vedi, il tempo è come se avesse la forma di un imbuto. La coppa dell’imbuto è il futuro, il foro di uscita invece è il passato. Noi ci troviamo in prossimità dell’imboccatura: ed è lì che si realizza il presente… Uno dei tanti presenti possibili.

IO DESIDEROSO DI CONOSCENZA: E il destino in tutto ciò come fa a realizzarsi?

IO SAGGIO: La combinazione di questi due fattori – la tua immagine primordiale e il principio di effetto-causa – crea quello che tu chiami destino. Però in tutto ciò tu puoi preservare la tua libertà interiore.

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IO DESIDEROSO DI CONOSCENZA: Ma io, posso fare qualcosa per scegliere il futuro con il quale costruire il mio presente?

IO SAGGIO: In parte sì. Penso però che sia ancora prematuro parlare della facoltà di scegliere il proprio futuro.

IO DESIDEROSO DI CONOSCENZA: Credi davvero?

IO SAGGIO: Sì, credo davvero.

IO DESIDEROSO DI CONOSCENZA: Ne riparleremo un giorno del modo di scegliere il futuro?

IO SAGGIO: Certo, ne riparleremo volentieri. Adesso però è venuto il momento di riposare.

IO DESIDEROSO DI CONOSCENZA: Buonanotte allora.

IO SAGGIO: Buonanotte a te!

Ritorno in me e questa volta provo ad addormentarmi…

Ritorno in me e questa volta provo ad addormentarmi. Mi riprometto di fare appello all’Io desideroso di conoscenza e all’Io saggio tutte le volte che mi si presenterà qualche dubbio esistenzale.

 

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