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Il Grimorio di Lorenzo: qui si cercano tesori


Buongiorno a tutti! Il mio nome è Lorenzo e oggi intervisterò me stesso per parlarvi del mio grimorio.

Lorenzo, partiamo dalle definizioni. Cos’è un grimorio?

Grazie della domanda. I grimori erano dei libri di magia, redatti principalmente verso la fine del Medioevo, che contenevano istruzioni per creare incantesimi, preparare pozioni, invocare entità soprannaturali e fabbricare talismani. Da quel che so, la parola grimorio viene fatta derivare dal francese antico gramaire, termine che denotava un libro di istruzioni sulla sintassi e sulla pronuncia latina.

Il Grimorio di Lorenzo sarebbe dunque una raccolta di incantesimi?

A modo suo, il Grimorio di Lorenzo è sia un grande libro di magia che una grammatica. Libro si fa per dire, ovviamente.

Mh, spiegati meglio…

Nel Grimorio di Lorenzo si possono trovare percorsi di immagini, tecniche di visualizzazione, deliri, istruzioni per accedere al magico potere della propria mente. In questo senso Il Grimorio di Lorenzo può essere considerato alla stregua di una raccolta di incantesimi… Vedi, io credo che l’uomo sia molto più grande di quello che le circostanze spesso gli impongono di essere. Per questa ragione cerco di offrire ai lettori del blog gli strumenti per scoprire talenti nascosti, realizzare obiettivi, trovare idee sempre nuove e originali. Ovviamente, lo faccio sulla base delle mie scoperte, delle mie ricerche, delle mie intuizioni.

E la grammatica in tutto ciò che posto occupa?

[Rido] La grammatica ha a che fare con un’idea che trovo molto suggestiva. Mi riferisco alle immagini della Medusa e del Perseo interiori. Mi spiego: l’uomo tende a ripetere il mito di Medusa e impietra tutto ciò che lo circonda, obbligando il circostante negli spazi angusti dell’etichetta, del giudizio, della parola. L’uomo deve dunque entrare nella parte di Perseo e dopo aver decapitato la propria Medusa interiore, deve usarne la testa per impietrare in neologismi le sue intuizioni e le sue scoperte. Ne parlo in modo approfondito in un articolo del blog che vi invito a leggere. Ogni uomo è così chiamato a creare una propria lingua, composta da termini e segni che fanno riferimento a concetti che gli appartengono intimamente.

Devi aver preso molto sul serio quest’idea di Perseo e la Medusa…

Assolutamente sì. Mi sono persino spinto a dedicare una categoria del blog, La fabbrica delle parole, ai miei neologismi e al modo in cui dare vita alla propria lingua personale. Sono neologismi a cui tengo moltissimo.

Ecco, dicci qualcosa di più sulle aree tematiche del Grimorio di Lorenzo.

Volentieri. Seguimi…

il grimorio di lorenzo

Grimorium Laurentii

In questa rubrica sono raccolti i miei incantamenta. Mi riferisco a percorsi di immagini, tecniche di visualizzazione, istruzioni per accedere al magico potere della mente, risorse per espandere la coscienza e per rimuovere blocchi emotivi.

L’idea alla base di questi articoli è che l’immaginazione possa arrivare in territori difficilmente raggiungibili dal pensiero razionale. Bisogna sapere infatti che le immagini sono il primo linguaggio del cervello. La loro evocazione è in grado di modificare la chimica cerebrale e di riattivare processi mentali bloccati, risolvendo problemi apparentemente senza via d’uscita.

La fabbrica delle parole

Gli articoli contressegnati con questa categoria raccolgono i miei neologismi e spiegano il modo in cui dare vita alla propria lingua personale. L’idea di questa rubrica la devo allo scrittore Igor Sibaldi, che in una memorabile conferenza spiega lo straordinario potere delle parole.

L’idea della limitatezza della lingua come strumento di comunicazione la trovai per la prima volta espressa in un libro del professor John Honey: Language is Power. In questo libro, tra le altre cose, si fa riferimento ad alcune lingue aborigene che dispongono in tutto di qualche centinaio di parole. Riuscite ad immaginare a quale limitazione sareste sottoposti se nella vostra lingua non esistesse, ad esempio, la parola libertà?

In seguito alla lettura di questo libro, mi resi conto che molti degli equivoci che avevano origine nella mia mente erano dovuti a un cattivo uso delle parole e, in modo particolare, all’ambiguità di certi termini. E fu così che approdai all’idea della creazione di un proprio vocabolario personale, in grado di esprimere quei concetti e quelle intuizioni che facevo fatica ad esprimere nella mia lingua madre. Come ho già avuto modo di spiegare, il mito di Perseo e la Medusa mi fu molto d’aiuto in questo senso.

Riflessioni estemporanee

Riflessioni estemporanee è una rubrica che raccoglie una serie di riflessioni, intuizioni e pensieri spesso a carattere improvvisato. La maggior parte degli articoli contrassegnati con questa categoria sono centrati sul ruolo dell’immaginazione nell’espansione della coscienza. Parlo dunque del potere della mente umana, presento teorie bizzarre sulla complessità del reale e affronto argomenti di ordine metafisico.

Ciascuno degli articoli contrassegnati con questa categoria costituisce un tentativo di descrivere l’aspetto che la realtà assume quando si evade dalle proprie prigioni esistenziali e si rompono i propri schemi mentali.